Intervista a Michelle Dockery (Lady Mary) un tour dietro le quinte dei suoi sei anni a Downton Abbey: dal primo provino, alla penultima puntata


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Downton Abbey: Michelle Dockery l'ultimo giorno di riprese

Downton Abbey: Michelle Dockery l'ultimo giorno di riprese --------------------------------------------------------------------------------Intervista a Michelle Dockery (Lady Mary) un tour dietro le quinte dei suoi sei anni a Downton Abbey: dal primo provino, alla penultima puntata http://goo.gl/1jNk9C traduzione di Simone Dulio

Pubblicato da Downton Abbey Italia su Mercoledì 9 marzo 2016

Mentre ci prepariamo per il finale del 6 marzo, non perdetevi la versione estesa della nostra conversazione con l’attrice che ha dato vita a Lady Mary, Michelle Dockery!

Michelle ci porta in un tour dietro le quinte dei suoi sei anni a Downton Abbey: dal primo provino, alla penultima puntata guardata con la sorella, e infine attraversando il set di Downton per l’ultima volta, in un "fiume di lacrime".

 

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Trascrizione

Jace: Masterpiece Studio vi è presentato da Audible. Per una prova gratuita visitate audible.com/masterpiece. Sono Jace Lacob, e state ascoltando Masterpiece Studio. In questa puntata trasmettiamo la versione estesa della nostra conversazione con Michelle Dockery, che interpreta Lady Mary, la figlia maggiore della famiglia Crawley.

La conversazione è stata registrata nel dicembre 2015. Abbiamo pubblicato gran parte di questa intervista in due parti nel nostro podcast. Ma ora vogliamo condividerla con voi qui, tutta intera.

Jace: E questa settimana è con noi Michelle Dockery. Benvenuta.

Michelle Dockery (Michelle): Ciao.

Jace: Vorrei parlare brevemente dell’evoluzione di Mary Crawley. Nella sceneggiatura del primo episodio è descritta semplicemente come, cito, “La grande bellezza di famiglia”. Cambia in modo significativo nel corso delle sei stagioni. Come hai realizzato la sua trasformazione?

Michelle: E’ soprattutto una peste nella prima serie, almeno nei primi episodi. E cambia molto nel tempo. Passa attraverso molte cose nella vita, e matura come persona, penso che cresca davvero. E così è successo a me nel frattempo, sono maturata anch’io.

Jace: Cosa hai pensato quando hai avuto i primi copioni per la prima serie?

Michelle: C’erano delle voci che giravano. Ho desiderato subito avere quella parte. Ho pensato “Posso farcela. So che posso farcela”. E’ stato come... amore a prima vista per il copione e il personaggio. E non ho mai pensato “Non verrò mai presa”.

Sono andata, ho fatto il mio provino, poi sono uscita dalla stanza e c’era Dan Stevens seduto in sala d’attesa. Avevamo fatto insieme un adattamento del Giro di vite solo qualche mese prima. E allora “Dan!” e lui ha detto “cosa fai qui? Sei qui per?”. Ho risposto “Sì... Matthew?” e lui “Sì”. Ho pensato “Può funzionare”. Ho avuto questa sensazione perché avevamo già lavorato assieme. Lo ho guardato, ed era come se sapessi. Poi ho avuto la parte ed è stato come pensavo che sarebbe stato... Sapevo che mi avrebbe cambiato la vita, ma non in questo modo.

Jace: Ho letto che però avevi pensato di lasciare lo show dopo la terza stagione.

Michelle: E’ vero, ci ho pensato. Non volevo proseguire. Pensavo “No, tre e basta, è per questo che ho firmato”. Era una decisione molto personale. Non ne ho parlato molto con nessuno. Ci ho pensato a lungo e poi ho avuto un colloquio con uno dei produttori. Mi sono allontanata pensando “Non sono sicura di volermi sedere a guardare lo show, sapere che continua e non farne parte”. E’ stata la miglior decisione che abbia mai preso. Non vivere gli ultimi tre anni... Non sono una persona che ha dei rimpianti. Non mi piacciono…

Jace: Ma intanto, le ultime tre stagioni sono state incredibilmente dure per il tuo personaggio.

Michelle: Sì, sì.

Jace: Hai avuto un gran da fare.

Michelle: .

Jace: Ora, nel primo episodio, Mary è sorpresa di come Robert gestisca la ricattatrice Rita Bevan, dandole 50 sterline perché sparisca, minacciandola di denuncia, e che la sua reazione non sia la rabbia, ma l’essere orgoglioso di Mary.

 

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Mary: Ti è costato 50 sterline. Te le renderò.

Robert: Non occorre. E’ stato denaro ben speso.

Mary: Come?

Robert: Ho imparato che la mia figlia maggiore non è più una bambina, è grande abbastanza per gestire questa proprietà. E può anche mandare avanti il regno, se fosse chiamata a farlo.

 

Jace: Questo segna l’inizio di un cambiamento nelle loro dinamiche?

Michelle: Assolutamente. E non mi sono sorpresa nel leggerlo, perché ho pensato che in qualche modo sia simile allo scandalo di Pamuk, la scoperta è parecchio simile, quando lo scopre dapprima è molto arrabbiato con Mary. E poi conta il fatto che fosse vulnerabile e molto giovane, mentre questa volta è diverso. E quindi è fiero di lei, del modo in cui gestisce le cose, in cui è cresciuta.

E penso che in un certo senso, capisca le sue azioni. Mary ne ha passate molte nella vita, pur essendo giovane, e credo che in fondo anche lui sappia che sta cercando di cavarsela... e lei la metà delle volte non sappia chi sia e cosa dica… penso che non si piaccia. E’ dura con sé stessa. Questa serie in particolare non è solo sul suo cercare un nuovo amore, ma sull’imparare ad amarsi.

Jace: Wow, una specie di stagione psicanalitica di Downton.

Michelle: ...imparare ad amarmi. Sì, sì.

Jace: E’ uno dei pochi personaggi che possono dire una frase come "Non è la prima a ricattarmi” con un tono da gelare il sangue, ma è anche una persona incredibilmente vulnerabile. Come hai interpretato un personaggio che è così freddo ma anche piacevole?

Michelle: E’ la meraviglia della scrittura di Julian, ed avere un personaggio, un personaggio femminile, così complesso, è stato gratificante. Un momento Mary è vulnerabile e dolce e poi, un attimo dopo, diventa fredda e glaciale. E’ forte, può essere codarta, ma complicata. Lo adoro, la sua vulnerabilità penso derivi dal fatto di non sapere chi è e cosa deve fare...

E vedere quei momenti con Anna è stato... sono sempre state le mie scene preferite da recitare, perché Mary in quei momenti è il più sincera possibile, perché con Anna si sente al sicuro.

Può... non essere cattiva con Anna, può sbottare e poi scusarsi. Ma sa di essere perdonata, tutto è perdonato con Anna. Adoro il loro rapporto, Anna la capisce davvero e non permette a nessuno di dire una parola contro di lei. E la cosa è assolutamente reciproca.

Jace: Signore e cameriere personali.

Michelle: Sì, sì.

Jace: Eccoci arrivati all’ottavo episodio... Mary è davvero terribile in questo episodio.

Michelle: Fuori controllo.

Jace: Uno dei momenti più scioccanti nell’episodio di questa settimana è quando Mary, con grande crudeltà, dice a Bertie di Marigold. Perché non si controlla, quando si tratta di Edith?

Michelle: Nell’episodio precedente c’era stata la tragedia accaduta a Charlie e lei, ad un certo punto, ha pensato che avrebbe potuto essere Henry. E l’incidente d’auto le riporta tutti quei ricordi, ed è quasi come se vivesse un secondo lutto. Non può sopportarlo. E quel che fa è prendersela con sua sorella, come fa spesso. Ma stavolta c’è di più. Non credo che in passato sia stata invidiosa di Edith. Mary si è sempre sentita il leader, sempre un gradino sopra Edith. Poi succede questa cosa e lei potrebbe diventare la gran dama, superarci tutti. E Mary non può sopportarlo.

 

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Tom: Così dovremo tutti inchinarci e riverire Edith... ti divertirai, Mary.

Mary: Sarà difficile. Se Bertie è davvero Lord Hexham, cosa che ancora non credo, non vorrà più sposarla ora.

 

Michelle: Ma tutto deriva dal non essere felice lei, perché davvero non credo che Mary voglia quella vita. Penso che sia per questo che alla fine sposa Henry, perché lei è un cuore selvaggio, uno spirito libero. Ma quando l’abbiamo letto, io e Laura... ricordo di averle scritto “Oh mio Dio... ci sarà da divertirsi”. Adoriamo quando Julian scrive queste grandi scene tra le due sorelle. E’ una relazione chiave nello show. Penso in particolare alla scena al tavolo della colazione con Bertie, quando Mary attacca Edith...

 

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Edith: L’unica cosa che Mary non sopporta è quando le cose vanno meglio a me che a lei.

Bertie: Sono certo che non è così.

Edith: Non la conosci... io mi sposerò e tu hai perso il tuo uomo. E non puoi sopportarlo.

Tom: Edith, non è il caso...

Mary: Ti sbagli. Sono molto contenta per te. E ti ammiro, Bertie. Non tutti avrebbero accettato il passato di Edith.

 

Michelle: Penso che sia una grande scena. Ma Edith l’ha scatenata. Non è tutto a senso unico...

Jace: Mi aspetto che tu prenda le difese di Mary.

Michelle: Voglio dire... e non per giustificarla... ma c’è questa complicata rivalità tra sorelle e il fatto di conoscersi così bene l’un l’altra... io ho delle sorelle, ma non ho mai avuto questo tipo di rapporti con loro. Siamo una specie di migliori amiche...

Jace: Non hai mai mandato una lettera ad un ambasciatore turco?

Michelle: No. Quindi è qualcosa che non capisco in prima persona. Ma certo, come sorelle ci si irrita a vicenda e... sai quali tasti toccare. E mi piache che Edith abbia questo sviluppo... la sua sicurezza è cresciuta molto, e lei è... fiorita. E Mary non può sopportarlo. I guess she never really believes that it would be possible.

Jace: Mi piace che questo sfoci in una specie di rissa verbale tra loro in questo episodio. Con Edith che chiama Mary “Perfida, calcolatrice, invidiosa puttana”.

Michelle: Due volte. Mi chiama puttana due volte.

Jace: Penso che tu e Laura abbiate riso quando l’avete visto sulla carta...

Michelle: Sì! E sono certa che il pubblico abbia applaudito quando lo dice, perché se lo merita. Se l’è cercato. E’ stata una grande scena e ad entrambe è piaciuto farla. Ma è stata molto intensa. Laura ed io... è una delle mie amiche più intime, siamo cresciute assieme in questo show. Avevo 27 anni quando è iniziato, e si passa parecchio tempo assieme. Ci si avvicina. E sapevamo che sarebbero state le nostre ultime scene insieme, era molto intenso. E molto bello.

Jace: Bello. L’altra scena, che è un altro bel pugno nello stomaco in questo episodio è quando Tom finalmente affronta Mary dopo che lei attacca praticamente tutti, perché è l’unico che può dirle di cessare quel comportamento sbagliato.

 

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Tom: Oggi hai rovinato la vita di Edith. Quante altre vite rovinerai per soffocare la tua infelicità?

Mary: Mi rifiuto di ascoltare.

Tom: Sei una vigliacca, Mary. Come tutti i prepotenti, sei una vigliacca.

 

Jace: Tom fa bene ad usare queste parole per descriverla?

Michelle: Sì. E lei ha bisogno di sentirle. Credo che lui la conosca bene ormai. E’ come... un fratello. Quindi penso che dette da lui colgano nel segno. E alla fine è Violet che davvero cambia le carte.

 

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Violet: Io credo nell'amore. Mia cara, carriere brillanti, vite agiate, raramente si riescono a condurre senza che ci sia un minimo di amore. [Dal doppiaggio italiano. L’originale suona “a volte vengono vissute senza un minimo d’amore”, ndt]

 

Jace: Non mi sarei mai aspettato che la contessa madre dicesse qualcosa come “Io credo nell’amore”. Ed è Violet che alla fine riesce a spuntarla con Mary. Come vedi la loro relazione che in qualche modo culmina in questo episodio?

Michelle: Beh, penso che Mary sia veramente la nipote di sua nonna. Sono molto simili, e si rapporta con lei su un livello differente a come lo fa con sua madre o suo padre. E sono state alcune delle mie scene preferite quelle con Maggie e quasi non ci credo...

Ogni volta è come una lezione di recitazione, con lei e Penelope. Si impara molto anche solo guardandole. Ma a volte mi dico “Accidenti, ho recitato con Maggie Smith”. Credo sia il massimo.

Jace: Hai citato Penelope Wilton. Una delle mie scene preferite di tutta la serie è quando Mary e Isobel si trovano di fronte dopo che Mary è stata sulla tomba di Matthew.

 

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Isobel: Non so se hai il suo perdono, ma il mio non occorre che tu lo chieda. Sono molto contenta.

 

Jace: Come è stato girare questa scena?

Michelle: Beh... Non credo che in origine questa scena fosse nel copione dell’ottavo episodio. Penso che Julian e i produttori ne abbiano parlato e sia stata aggiunta. Isobel e Mary interagiscono in scene corali, ma non hanno mai momenti loro due sole, o sono molto rari. E’ un’altra scena commovente, un bel momento in cui recitare con Penelope.

Jace: La storia Mary/Matthew è stata centrale per varie stagioni, e sarebbe stato un problema se Julian avesse semplicemente messo Mary assieme ad un altro. Pensi sia stato saggio in qualche modo rinviare questa inevitabile storia?

Michelle: Penso di sì, perché il mondo stava vivendo la perdita di Matthew Crawley e Dan Stevens, così penso che occorresse del tempo. E su questo, a volte la gente chiede “Ma come sarebbe andata se Dan avesse deciso di restare nella serie?”. Credo sia stato positivo così, per vari aspetti. Per quanto sia stata una perdita per lo show, non so come sarebbe andata. Sarebbero andati avanti nel loro matrimonio felice, con più figli, ma non ci sarebbero state le vicende che ho vissuto, se non se ne fosse andato. Per me è stato grande interpretare tutte queste emozioni, qualcosa che non mi aspettavo.

Jace: Ora Mary ed Henry finalmente si sposano, in questo episodio. Cosa ne pensi di Henry Talbot, nel quale Mary trova la sua anima gemella?

Michelle: Penso che risponda in tutto all’identikit, o quasi del tutto, e lei censura questo pensiero. Penso che le piaccia in lui il ribelle. Vi si riconosce, perché anche lei è così, un cuore ribelle. E lui lo scopre presto e la fa sua. Certo a lei non piace essere chiamata cacciatrice di dote, e lui è abbastanza duro con lei…

Jace: Lei si preoccupa che il figliastro abbia un titolo maggiore di lui, tira fuori un mucchio di scuse. Una volta sposati cosa accadrà alla loro relazione? Dove andrà?

Michelle: Mi piace immaginarli... Io e Matthew pensavamo di avere una vita divertente. In fondo Mary era stata un po’ una reclusa, non ha lasciato casa molto spesso. Me li vedo viaggiare con George, andare a trovare la nonna a New York, far visita a Shirley [MacLaine, che interpreta nonna Martha Levinson, ndt].

Jace: E’ uno spin off.

Michelle: Potrebbe essere una grande idea per un film, se si volesse. Bisogna suggerirla a Julian.

Jace: C’è questa bellissima scena di riconciliazione tra Mary e Edith il giorno delle nozze di Mary…

 

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Edith: ...Perché alla fine sei mia sorella, e un giorno resteremo solo noi a ricordare Sybil, o mamma o papà, o Matthew o Michael o la nonna o Carson, o chiunque altro abbia fatto parte della nostra giovinezza, e i nostri ricordi conteranno più del nostro detestarci.

 

Jace: Com’è stato girare questa scena con Laura Carmichael, al culmine del suo strazio?

Michelle: Ci sono delle forti coincidenze in questo dialogo... Laura ed io siamo molto vicine, abbiamo dei ricordi che sono solo nostri, avendo passato così tanto tempo assieme, sul set e fuori. Quando dice queste parole c’è come un doppio significato. Per questo ero davvero in lacrime mentre parlava. E quello che amo di questa scena è che... La stavo guardando con mia sorella, quando Edith entra e Mary chiede a tutti di uscire. Mia sorella ha detto “Dai, Mary.” L’ha detto ad alta voce, “Dai, Mary” come a dire “Dai, ora devi essere grande e scusarti con tua sorella”. Ed è interessante che sia Edith a prendere in mano la situazione. Penso che cambi, che sia lei ora la più forte sotto vari aspetti. E mi piace che Edith diventi la più adulta delle due.

Jace: Mi piace. Mi ha davvero colpito.

Michelle: Anche a me, e non me lo aspettavo. E’ stata una delle scene per le quali ho pianto vedendole. Come dicevo, è perché c’è quel doppio significato.

Jace: Sempre in questo episodio, Mary fa visita a Thomas dopo che ha tentato il suicidio e Thomas dice, cito “Ho fatto e detto delle cose... Non so perché. Non potevo trattenermi, e ora ne pago il prezzo...”

Michelle: E lei lo capisce.

Jace: Mary?

Michelle: Certo. Adoro la loro relazione, Barrow e Mary... in qualche modo sarebbe stato bello se avessero interagito di più. Lei lo capisce. Capisce le sue azioni, la sua cattiveria, il suo impicciarsi che deriva da insoddisfazione e infelicità assieme. E penso che Mary rimanga molto colpita quando sa del suo tentato suicidio perché ci sono stati dei momenti in cui lei stessa, forse non sarebbe arrivata a tanto ma era talmente abbattuta da aver pensato “Non voglio più andare avanti”. E per questo c’è qualcosa in Thomas che la collega a lei. E’ come uno specchio, in qualche modo. E questa è l’essenza dello show: questi intrecci tra il piano sopra e quello sotto... queste relazioni che si creano... La mia ultima scena era con Phyllis, Jim e Hugh al piano di sotto. Era la mia ultima scena e c’era qualcosa di forte, stavo terminando Downton ed ero nell'ufficio di Carson invece che nella mia stanza con un altro pretendente.

Jace: Per fortuna, non un altro pretendente ora che sei sposata.

Michelle: No, no.

Jace: Ma mi piace quest’idea di Mary come fosse una del piano di sotto; era la tua scena finale.

Michelle: La mia scena finale, intendo non il finale dello show ma quella che ho girato per ultima. E anche la mia prima scena nella prima serie era con Hugh. Ed è stata anche la sua ultima scena con Carson e la signora Hughes. E’ stato davvero forte per noi, perché abbiamo finito nello stesso giorno...

Jace: Quando hanno detto “Fine per Michelle Dockery” cosa ti è passato nella mente?

Michelle: Sono stata male, fisicamente. E’ stato strano, non pensavo di sentirmi così. Pensavo mi sarei emozionata, ed è stato così. Ma è stato strano. Era come se lo sapessi. Sai che sta per succedere, e Gareth Neame, il nostro produttore esecutivo, presenziava al finale di ogni personaggio e faceva un breve discorso. Sapevo che stava per succedere, e pensavo “Oh, no. Sarò al centro dell’attenzione”. E’ una sensazione strana. E ancora quasi non credo che tutto sia finito.

Jace: E’ stato difficile lasciare Highclere? Ho letto che è stato difficile lasciare il set.

Michelle: Non pensavo andasse così. Perché è lavoro... abbiamo lavorato lì giorno più giorno meno per sei mesi, e pensavo che mi sarei allontanata abbastanza facilmente da Highclere. Laura aveva finito presto quel giorno, aveva aspettato fino alla fine alle sette e poi abbiamo finito. Non sapevamo cosa fare e le ho detto “E’ davvero strano, vero Laura?” e lei ha risposto “E’ davvero strano”. I nostri occhi si sono riempiti di lacrime, e io ho detto “Oh mio Dio, è fatta. Finita”. E lei “Vieni, facciamo un giro delle stanze”.

Ci siamo prese per mano e abbiamo attraversato la sala da pranzo. Abbiamo attraversato l’atrio verso la biblioteca, lo spogliatoio, la stanza affrescata, ed eravamo in lacrime. Non potevamo crederci. Poi ci siamo diretti al giardino, alla panchina di Matthew, la chiamo così per tutte quelle scene con Matthew e Mary nei primi anni, ci siamo sedute ed abbiamo guardato il panorama, e stavamo piangendo.

Lei mi ha detto “Non è giusto piangere. Alcune persone non vivono in una vita intera la gioia che noi abbiamo avuto in sei anni”. E me ne sono ricordata, come se me lo avesse piantato in testa come un chiodo. E’ stato un tempo davvero glorioso e non avremmo mai, mai immaginato che sarebbe diventato una cosa così grande.

Jace: Come hai gestito il trovarti in un fenomeno globale?

Michelle: All’inizio l’ho trovato abbastanza ingestibile. E’ stato veloce: dopo che era andato in onda il primo episodio, la settimana dopo ero in un negozio della zona in cui vivevo, solo per comprare una pinta di latte. E c’erano tre giornali con noi ragazze, le tre sorelle, in copertina, tanto che li ho fotografati, come se non ci credessi. Ero solo andata a comprare una pinta di latte... Era eccitante e sorprendente. Ma poi certo, cominciano a riconoscerti, e poi la notorietà, le interviste, quel genere di cose a cui ho dovuto abituarmi. E mi sono abituata ad essere sconvolta: mi allontanavo pensando “Oh, non posso aver detto questo”, o “Perché ho detto questo?” e tirarmi i capelli perché non c’ero abituata, non capivo questo aspetto. Ed è una cosa che ho dovuto imparare.

Jace: Qual è il posto più strano in cui ti hanno riconosciuta?

Michelle: Ero in Giordania due anni fa, in un negozio di souvenir. Mi si è avvicinata una persona e mi ha dato un oggetto e io ho pensato “Che gentili, danno souvenir gratis”. E lui “Adoro lo show. Lo adoro assolutamente”. Era l’ultimo posto in cui pensavo di venir riconosciuta. E’ stato strano.

Spesso sono persone che non ti aspetteresti, come i tassisti. Sali in auto e dicono “Oh, ciao Mary. Io e mia moglie adoriamo lo show. Dio però come sei cattiva con tua sorella”. Pensa a questi omoni massicci che si emozionano per la serie. A volte davvero sono proprio le persone che non ti aspetteresti ad amarlo. In qualche modo non mi ci abituerò mai.

Jace: Hai un momento preferito di Mary, e uno dietro le quinte?

Michelle: Uno dei miei momenti preferiti è la scena alla stazione nella serie due, con Dan.

 

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Matthew: Mary, se non dovessi tornare…

Mary: Ma…

Matthew: No, ascolta. Ricorda quanto sia felice che ci siamo incontrati e abbiamo avuto un’opportunità. Mi mandi in guerra come un uomo felice.

 

Michelle: Ho amato recitarla e anche guardarla. Penso sia una scena adorabile.

Momenti dietro le quinte, Dio, sono tantissimi. Io, io e Laura... a volte errori di prenotazioni in albergo, alberghi spesso pieni in cui io e Laura abbiamo condiviso la stanza. E tu dirai: “E allora?”. Di solito ci sedevamo in salette riservate, ma a volte le persone passavano e a volte ci riconoscevano. C’era un gruppo di una quindicina di ragazzi in albergo. Erano lì per una specie di congresso, qualcosa del genere. Sono passati e ci hanno riconosciute.

Quella sera io e Laura cercavamo di dormire, dovevamo svegliarci presto, giravamo alle 6 del mattino o giù di lì. Abbiamo iniziato a sentire questo baccano, della festa al piano di sotto. Ho pensato “Eh no!”, odio essere svegliata, mi rende insopportabile. Ho detto “Ok, ora scendo”. E Laura “No, non farlo, sarà peggio... mettiamo i tappi alle orecchie e cerchiamo di dormire". "No, devo farlo". Sono scesa e ho bussato alla porta, uno ha aperto e io sono entrata in modalità Mary. Ho detto "Io e la mia amica siamo al piano di sopra, e sentiamo ogni parola che dite. Potete abbassare il volume?”, così dice Laura. Sono tornata su e lei ha detto "Michelle, è esilarante, sei diventata Mary". Ovviamente, sbattuta la porta sono stati più calmi. Poi Laura mi ha guardata e ha detto “Oddio, guarda come sei messa”. Stavo dormendo, quindi avevo i capelli per aria, una t-shirt dei Pink Floyd e un paio di scarpe da ginnastica.

Immaginate... il tizio deve aver detto “Ho appena visto Lady Mary in mutande e t-shirt da concerto". E’ uno dei miei ricordi preferiti, ma ci sono stati davvero tanti momenti che abbiamo vissuto come cast.

Jace: Cosa ti mancherà di più dell’interpretare Lady Mary?

 

Michelle: Mi mancherà lei. La amo come personaggio, e penso che sarà per sempre parte di me, e so che è il personaggio che ha aperto la mia carriera. E’ qualcosa che porterò sempre con me.


articolo : pbs

traduzione di simone dulio