Intervista Anna Mary Scott Robbins: Lo stile conta a Downton Abbey ... dallo chic con influenze Chanel di Lady Mary alla palette di colori spenti di Edith


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Lo stile conta, a Downton Abbey... dallo chic con influenze Chanel di Lady Mary alla palette di colori spenti di Edith; i costumi dicono molto di ogni personaggio.

In questa puntata bonus la costume designer di Downton, Anna Mary Scott Robbins, ci spiega come usa la moda per dar vita ai personaggi ed ai ruggenti anni ‘20.


Trascrizione

CLIP:

Mr. Bricker: Quanto ai vostri abiti, sareste la donna più bella dell’intera sala del Ritz qualsiasi cosa indossiate.

Cora: Oh, addirittura. Questo mi rallegra, davvero.


Jace: Sono Jace Lacob, e state ascoltando una speciale puntata bonus di Masterpiece Studio con la costume designer di Downton Abbey, Anna Mary Scott Robbins.

Lo stile conta, a Downton Abbey... dallo chic con influenze Chanel di Lady Mary alla palette di colori spenti di Edith; i costumi dicono molto di ogni personaggio.

Abbiamo chiesto ad Anna Mary come utilizzi la moda per illustrare l’intimità dei personaggi e trasportarci indietro nei ruggenti anni ‘20.

Jace: Benvenuta.

Anna Mary Scott Robbins (Anna): Grazie mille.

Jace: Qual è il tuo procedimento di creazione per ogni episodio o stagione? Lavori su copioni pronti, conversazioni con Julian o riviste di specifici anni?

Anna: All’inizio di una serie faccio molte ricerche generali, quindi passo ore setacciando la rete e sfogliando quella montagna di ricerche che ho fatto negli anni sui costumi d’epoca, soprattutto del 1920. E poi torno a cercare gli stilisti, più nello specifico, che possono influenzare certi personaggi nel loro percorso.

Jace: Vediamo molto più movimento in società, per le donne... Vedi questa come una connessione tra i loro abiti?

Anna: Sì, assolutamente: l’emancipazione femminile in quel tempo è veramente eccitante, e si vede subito quando vengono abbandonati i corsetti, e i movimenti sono più liberi e gli abiti più morbidi.

Ma penso anche in società e nel lavoro: Lady Mary e Lady Edith hanno entrambe la propria carriera, in settori molto diversi. Guardiamo al modo in cui gli abiti si traducono in quelle che erano solitamente attività tutte al maschile, e in cui queste donne entrano sfidano le regole.

Jace: Gli abiti formali hanno giustamente avuto molta visibilità in Downton. Alcuni degli abiti più fenomenali in questa stagione sono gli abiti da lavoro di Mary ed Edith, che io trovo incredibili. Come hai gestito il cambio tra formale per svago e formale “professionale” per le due donne? 

Anna: Vedo Lady Mary come il paradigma di Downton Abbey. E’ la futura generazione, sta prendendo in mano la proprietà verso il futuro, mettendola al sicuro. Così lei, come amministratrice, è in competizione con gli uomini in un mondo al maschile. Quindi ho preso l’abito a tre pezzi e l’ho tradotto in un abito femminile. E quanto ai colori, ho cercato dei colori che quasi rispecchiassero o si intonassero coi colori della casa e del parco, così che lei davvero si sentisse come la struttura portante di quel mondo.

Jace: Edith era una specie di grande esclusa. Come è stata questa trasformazione per te come costume designer?

Anna: Beh, davvero eccitante, un vero piacere riuscire a portarla in questo. E penso che stia sbocciando come persona, madre, professionista, come qualcuno che ha trovato il suo posto nel mondo. Con il suo guardaroba da lavoro ho voluto esplorare un campo diverso da quel che indossa a Downton. Stavolta il mondo è Londra, è bohemienne, ed avere questa sorta di suo lato modaiolo ha significato poter esplorare un po’ della personalità in un modo altrimenti impossibile perché è bloccata dal punto di vista emotivo. Avevamo quindi dovuto cambiare i colori del suo guardaroba e davvero farla un po’ sedere in disparte, quanto a moda. Penso che la serie sei sia stata come un riflettore su di lei, divertirsi e stare a vedere quanto può arrivare lontano.

Jace: Gli abiti da cena ufficiale sono assolutamente tutti uguali. Ma come differenzi ciò che indossano Henry Talbot, Tom Branson e Lord Grantham? Come li fai notare?

Anna: Per me, un abito maschile è tutta questione di forma e taglio. Ma il nostro obiettivo di base è farli apparire incredibilmente affascinanti, far sì che gli abiti parlino per loro, quindi devono essere di taglio brillante.

E’ più negli abiti da giorno che puoi differenziare le generazioni, ad esempio con un colletto morbido per i più giovani; dettagli come questo ci permettono di differenziarli in qualche modo.

Jace: In solo due serie, hai creato 290 – correggimi se sbaglio – 290 disegni originali?

Anna: Duecentonovanta per la serie sei.

Jace: Oh, solo per la serie sei.

Anna: Già.

Jace: Voglio dire, sono solo nove episodi. Duecentonovanta disegni originali. E’ un grosso, grosso lavoro.

Anna: Sì, è vero. Voglio dire, una sfida. E questo non comprende i capi comprati, i capi originali comprati.

Jace: E qual è la percentuale di disegni originali rispetto ai pezzi comprati?

Anna: Direi che per le nostre principali donne del piano superiore, abbiamo creato circa l’80% del loro guardaroba. Ma questo include alcuni pezzi originali che abbiamo dovuto personalizzare, quindi abbiamo dovuto fare una sottoveste ed aumentare un po’ le lunghezze, perché tutto era minuto negli anni '20, e le nostre ragazze sono alte. E così, in proporzione abbiamo dovuto fare anche per le larghezze. E abbastanza spesso, trovi abiti che non sono indossabili perché troppo fragili, e dobbiamo fare un mare di lavoro per recuperarli, rinforzarli e restaurarli.

Jace: Hai un disegno preferito? So che è un po’... avendo fatto 290 disegni per nove episodi, può essere difficile.

Anna: E’ difficile, pressoché impossibile. Non so... Mentre disegno ogni pezzo ne sono ossessionata, lo amo, e quando arriva sullo schermo è il mio preferito, e poi passo ad altro e sarò come rapita da quel bozzetto.

Ci sono degli abiti che davvero spiccano. Per esempio nella quinta serie, l’abito di Lady Mary alla sfilata di moda è stato uno che per me davvero saltava all’occhio, perché c’è stato un istante in cui ho pensato “ho trovato la sua cifra, è qui che volevo arrivare”. E appena ci siamo riusciti, questo ha davvero connotato il resto del guardaroba a seguire.

Jace: Manca un episodio alla fine della stagione, qualche indizio su cosa gli spettatori possono aspettarsi dai costumi del finale?

Anna: Ho lavorato molto in vista dell’episodio finale, e così ci sono dentro alcuni dei miei pezzi preferiti. Voglio terminare col botto ed essere sicura che l’ultima impressione sia questa sorta di bellissima decadenza degli anni ’20 e delle meravigliose persone che portavano quegli abiti.

Jace: Per vedere i bozzetti della stagione finale, visitate pbs.org/DowntonAbbey.


ARTICOLO: PBS

TRADUZIONE : SIMONE DULIO